Servizi
Comunicazione – Audiovisivo –
Design
Collaborazione
Progetto di gruppo, cinque studenti
Anno
Gennaio 2026
Il gioco: Il K’Fée des Jeux, caffè ludico di Grenoble aperto dal 2008, ha creato il proprio gioco: La Main dans le Cube. Un giocatore infila la mano in un cubo di legno inciso e non vede più nulla di ciò che manipola. Dipende interamente dalle indicazioni dei compagni per liberarsi. Da due a quattro giocatori, dai trenta ai sessanta minuti, su prenotazione.
Il problema: Il locale mette a disposizione gratuitamente più di 850 giochi, e il Cubo stava sullo scaffale insieme agli altri. Chi lo scopriva non capiva perché proprio quello fosse a pagamento. L’osservazione sul posto lo ha confermato: il rifiuto non riguardava il prezzo, ma il fatto che non si vedeva alcuna differenza con un gioco gratuito.
La nostra risposta: Il progetto era diviso tra due squadre, la nostra esclusivamente sul Cubo, l’altra sull’identità e l’organizzazione del caffè. Abbiamo consegnato una diagnosi sul campo, un percorso di prenotazione ridisegnato da cinque pagine a tre clic, una separazione netta tra il discorso rivolto ai giocatori e quello rivolto ai professionisti, supporti stampati e un modello economico quantificato con la sua regola d’investimento: quattro fine settimana consecutivi al completo attivano la costruzione di un secondo Cubo.
Il risultato: Oltre 100 ore di lavoro, concluse con un dossier, una sintesi per il cliente e una presentazione di trenta minuti davanti al titolare. Il sito del caffè è stato nel frattempo rifatto, e diversi ostacoli che avevamo individuato non ci sono più.
Il problema: Il locale mette a disposizione gratuitamente più di 850 giochi, e il Cubo stava sullo scaffale insieme agli altri. Chi lo scopriva non capiva perché proprio quello fosse a pagamento. L’osservazione sul posto lo ha confermato: il rifiuto non riguardava il prezzo, ma il fatto che non si vedeva alcuna differenza con un gioco gratuito.
La nostra risposta: Il progetto era diviso tra due squadre, la nostra esclusivamente sul Cubo, l’altra sull’identità e l’organizzazione del caffè. Abbiamo consegnato una diagnosi sul campo, un percorso di prenotazione ridisegnato da cinque pagine a tre clic, una separazione netta tra il discorso rivolto ai giocatori e quello rivolto ai professionisti, supporti stampati e un modello economico quantificato con la sua regola d’investimento: quattro fine settimana consecutivi al completo attivano la costruzione di un secondo Cubo.
Il risultato: Oltre 100 ore di lavoro, concluse con un dossier, una sintesi per il cliente e una presentazione di trenta minuti davanti al titolare. Il sito del caffè è stato nel frattempo rifatto, e diversi ostacoli che avevamo individuato non ci sono più.