Services
Comunicazione
Collaborazione
Individuale
Anno
Ottobre 2026
Il progetto : Un manifesto di sensibilizzazione sulla fast fashion, realizzato da solo nell’ambito di un corso di progettazione e design della comunicazione durante la laurea magistrale. Il punto di partenza non è «la moda inquina», ma una tensione: i 18-25enni conoscono l’impatto, lo criticano e ne comprano più che mai. I ricercatori chiamano questo scarto il dark gap. Ripetere l’informazione non serve a nulla, il pubblico la conosce già.
Il concept, l’etichetta d’impatto : Trasformo l’oggetto che serve a vendere un capo, l’etichetta, in quello che mette in guardia. Il messaggio: il vero prezzo non è sull’etichetta, giralo. Si scopre che un paio di jeans da 9 € nasconde 7 500 litri d’acqua e, dalla legge del 2026, un malus di 9 €. Il costo ecologico ed economico, quello che il prezzo esposto non mostra.
La direzione artistica, niente verde : Il verde è diventato il codice del greenwashing che il pubblico rifiuta. Ho ripreso il codice visivo dell’attivismo anti-fast-fashion, il nero e il rosso, il rosso riservato al costo nascosto rivelato di colpo. Titoli in Bricolage Grotesque, testo in Inter, l’universo dell’etichetta.
Il rapporto testo-immagine : L’immagine mostra un paio di jeans desiderabile, il testo ne rivela il vero costo. Non è ridondanza, dove il testo ripete l’immagine, ma una rottura voluta che crea lo shock. È questo scarto a provocare la presa di coscienza, là dove una semplice ripetizione non avrebbe avuto effetto.
La diffusione : Affissione nei campus e nei trasporti, dove il pubblico è captivo, con un rilancio nelle storie Instagram la sera. Lo stesso codice visivo si declina dal manifesto stampato alle storie, perché la campagna resti riconoscibile da un supporto all’altro.
Le fonti : ADEME, la legge del 2026 sul malus, Refashion per il bonus durabilità, ESSCA per il dark gap, l’Assemblea nazionale francese. Il target e i dati sono documentati, non intuiti.
Il concept, l’etichetta d’impatto : Trasformo l’oggetto che serve a vendere un capo, l’etichetta, in quello che mette in guardia. Il messaggio: il vero prezzo non è sull’etichetta, giralo. Si scopre che un paio di jeans da 9 € nasconde 7 500 litri d’acqua e, dalla legge del 2026, un malus di 9 €. Il costo ecologico ed economico, quello che il prezzo esposto non mostra.
La direzione artistica, niente verde : Il verde è diventato il codice del greenwashing che il pubblico rifiuta. Ho ripreso il codice visivo dell’attivismo anti-fast-fashion, il nero e il rosso, il rosso riservato al costo nascosto rivelato di colpo. Titoli in Bricolage Grotesque, testo in Inter, l’universo dell’etichetta.
Il rapporto testo-immagine : L’immagine mostra un paio di jeans desiderabile, il testo ne rivela il vero costo. Non è ridondanza, dove il testo ripete l’immagine, ma una rottura voluta che crea lo shock. È questo scarto a provocare la presa di coscienza, là dove una semplice ripetizione non avrebbe avuto effetto.
La diffusione : Affissione nei campus e nei trasporti, dove il pubblico è captivo, con un rilancio nelle storie Instagram la sera. Lo stesso codice visivo si declina dal manifesto stampato alle storie, perché la campagna resti riconoscibile da un supporto all’altro.
Le fonti : ADEME, la legge del 2026 sul malus, Refashion per il bonus durabilità, ESSCA per il dark gap, l’Assemblea nazionale francese. Il target e i dati sono documentati, non intuiti.